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Desiderio proibito sotto il sole cocente


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
17.05.2026    |    3.300    |    0 9.8
"Gislene si irrigidì quando sentì il suo dito che le accarezzava l'ano stretto e inesplorato..."
Marco e Gislene, cognati, si ritrovano soli
in una calda serata estiva. Mentre Gislene
giardina, Marco non può fare a meno di
notare il suo corpo sudato e desiderabile.
La tensione sessuale cresce, portando a
una notte di passione proibita.
Il caldo afoso di luglio si appiccicava alla pelle come una seconda membrana sudata. Marco si appoggiò allo
stipite della porta del balcone, osservando Gislene mentre si muoveva in giardino. Indossava un vestito estivo
leggero, a fiori, che le si attaccava ai fianchi sudati ogni volta che si chinava per potare le rose. Il tessuto sottile
disegnava le forme del suo corpo, specialmente quando il sole colpiva da dietro, rendendo quasi trasparente il
cotone.
Gislene era la cognata di Marco, sposata con suo fratello Paolo da appena due anni. Venticinque anni, pelle
ambrata che sapeva di sole e crema solare, capelli neri raccolti in una coda di cavallo disordinata che lasciava
scoperta la nuca delicata. Ma ciò che attirava lo sguardo di Marco erano i suoi fianchi, il modo in cui il vestito le
aderiva mostrando un culo sodo e rotondo che immaginava perfetto per essere afferrato.
"Stai bene lì?" chiese Gislene senza voltarsi, continuando a lavorare con le cesoie.
Marco sussultò. "Sì, solo prendendo un po' d'aria." Si schiarì la voce, aggiustandosi i pantaloncini. Il cazzo gli si
era indurito solo a guardarla. "Hai bisogno di aiuto?"
Gislene si raddrizzò, passandosi una mano sulla fronte sudata. "No, grazie. Quasi finito." Si voltò parzialmente e
Marco riuscì a intravedere il solco tra le sue tette medie, sudate e abbronzate. "Paolo quando torna?"
"Domani sera," rispose Marco, avvicinandosi lentamente. "È via per lavoro." Si fermò accanto a lei, annusando il
suo profumo misto a sudore e terra. "Siamo soli stasera."
Gislene annuì, ma Marco notò un leggero arrossamento sulle sue guance. "Sì, lo so." Si piegò di nuovo per
raccogliere i rami tagliati, e questa volta il vestito le si alzò più del solito, rivelando la parte inferiore delle sue
chiappe sode. Marco sentì il respiro farsi più corto.
In quel momento, Gislene perse l'equilibrio per un istante e fece per appoggiarsi a Marco, che la afferrò per la
vita. Le sue mani finirono quasi sui suoi fianchi nudi, sentendo la pelle calda e liscia sotto le sue dita. "Stai
attenta," mormorò, il cazzo che pulsava nei pantaloncini.
"Grazie," sussurrò Gislene, non allontanandosi subito. I loro corpi rimasero vicini per un secondo troppo lungo,
abbastanza perché Marco sentisse il calore del suo corpo e il profumo intenso della sua pelle sudata.
Quella notte, dopo cena, si sedettero sul divano a guardare un film. Gislene aveva cambiato in una canotta corta
e pantaloncini di cotone che le mettevano in mostra le gambe toniche. Marco si sedette all'altra estremità del
divano, ma ogni suo movimento lo avvicinava impercettibilmente a lei.
"Mi piace stare con te quando Paolo non c'è," disse Gislene a un certo punto, senza guardarlo. "Sei più...
rilassato."
Marco sorrise. "Anche tu." Si avvicinò di più, il loro fianco che quasi si toccava. "Sei molto diversa da come sei
con mio fratello."
Gislene si girò verso di lui, i suoi occhi scuri che lo scrutavano. "Cosa intendi?"
"Non lo so," mentì Marco. "Sei più... libera." Le mise una mano sulla gamba, appena sopra il ginocchio. Gislene
non si ritrasse. Anzi, sembrò rilassarsi sotto il suo tocco.
"Paolo è un po'... possessivo," ammise Gislene, la voce più bassa. "Non mi lascia molta libertà."
Marco iniziò a muovere lentamente la mano sulla sua gamba, sentendo la pelle liscia e calda. "E questo ti piace?"
La sua mano arrivò quasi all'interno della coscia.
Gislene tremò leggermente. "A volte no." Si spostò un po', ma non per allontanarlo. Piuttosto, sembrava aprirsi
leggermente al suo tocco.
Il cuore di Marco batteva forte. "E cosa vorresti che fosse diverso?" La sua mano scivolò più in alto, quasi a
sfiorare il bordo dei suoi pantaloncini.
Gislene chiuse gli occhi per un momento. "Non lo so." La sua voce era quasi un sussurro. "Forse... più avventura."
Marco le avvicinò il viso, i loro corpi ora completamente vicini. "Che tipo di avventura?" Le sfiorò le labbra con le
dita, sentendole tremare.
"Qualcosa di... nuovo," rispose Gislene, aprendo gli occhi. C'era una voglia bruciante nel suo sguardo che Marco
non aveva mai visto prima. "Qualcosa che Paolo non mi darebbe mai."
Marco le sfiorò le labbra con le sue. "E se io ti dessi quello che vuoi?"
Gislene non rispose con parole. Invece, si inclinò e lo baciò. Era un bacio timido all'inizio, ma presto divenne più
passionale, le loro lingue che si esploravano, le loro mani che si muovevano sui corpi dell'altro. Marco la strinse a
sé, sentendo il suo corpo caldo e desideroso contro il suo.

"Vogliamo... andare in camera da letto?" chiese Marco tra un bacio e l'altro.
Gislene annuì, senza parole. Si alzarono, le loro mani che si tenevano strette mentre salivano le scale. Una volta
in camera, Gislene sembrava nervosa ma eccitata. Marco la prese per le spalle e la baciò di nuovo, questa volta
con più forza.
"Sei sicura?" chiese, le sue mani che scendevano lungo la sua schiena fino al suo culo.
"Più che mai," rispose Gislene, tremando sotto il suo tocco. "Ma... non ho mai fatto... certe cose."
Marco sorrise, capendo subito. "È il tuo primo vero assaggio di libertà, vero?" Le sue mani afferrarono le sue
chiappe, sentendole sode e perfette. "Non preoccuparti. Ti guiderò io."
La spoglio lentamente, godendo ogni centimetro della sua pelle che si rivelava. Le sue tette erano perfette, con
capezzoli scuri e duri che leccò e succhiò fino a farla gemere. Il suo corpo era tonico ma femminile, con una
pancia piatta e fianchi che invocavano di essere afferrati.
Quando le tolse gli ultimi indumenti, Gislene coprì il suo pube con le mani, imbarazzata. Marco le prese
delicatamente i polsi. "Non nasconderti," mormorò. "Sei perfetta."
La distese sul letto, le sue mani che esploravano ogni parte del suo corpo. Gislene si contorceva sotto di lui,
gemendo sempre più forte mentre le sue dita le accarezzavano la figa già bagnata. "Sì... lì," sussurrava quando le
sue dita le sfioravano il clitoride.
Ma Marco aveva altri piani. Mentre continuava a stimolarla con una mano, l'altra scivolò più in basso, fino al suo
culo vergine. Gislene si irrigidì quando sentì il suo dito che le accarezzava l'ano stretto e inesplorato.
"Rilassati," le sussurrò all'orecchio. "Lascia che ti faccia sentire cose che non hai mai provato." Le massaggiò
lentamente l'apertura, sentendola contrarsi e poi rilassarsi sotto il suo tocco esperto.
"Non ho mai... fatto prima," ammise Gislene, la voce tremante di eccitazione e paura.
"Io so," rispose Marco, spingendo delicatamente il dito. "E stasera romperò ogni tua regola." Il dito entrò
lentamente, sentendo la resistenza iniziale seguita dall'apertura. Gislene gemette, un suono misto di dolore e
piacere.
"Più forte," chiese, spingendo il suo culo contro la sua mano. "Voglio sentire tutto."
Marco le aggiunse un secondo dito, allargando lentamente il suo culo vergine mentre continuava a stimolarle la
figa. Gislene era un'immagine di pura lussuria, il suo corpo che si contorceva sul letto mentre le sue mani
afferravano le lenzuola.
"Pronto per il vero divertimento?" chiese Marco, il cazzo duro come una roccia che pulsava contro la sua coscia.
Gislene annuì, gli occhi pieni di voglia. "Scopami il culo. Voglio sentire il tuo cazzo che mi rompe."

Marco si posizionò tra le sue gambe, spingendole le ginocchia verso il petto. Il suo cazzo era enorme contro il
piccolo buco rosa di Gislene. Lentamente, iniziò a spingere, sentendo la resistenza del suo sfintere vergine.
"Respira," le disse, mentre la testa del suo cazzo iniziava a entrare. Gislene urlò, un suono di dolore puro
mescolato con un piacere intenso. Il suo culo era incredibilmente stretto, quasi soffocante intorno al cazzo di
Marco.
Continuò a spingere, centimetro dopo centimetro, sentendo la sua verginità anale cedere sotto la sua pressione.
Gislene piangeva e rideva allo stesso tempo, il suo corpo che si adattava lentamente all'invasione.
"Più," gemette. "Tutto dentro. Voglio sentire tutto."
Con un ultimo, potente spintone, Marco la penetrò completamente, il suo cazzo sepolto fino alle palle nel suo
culo ora rotto. Gislene urlò di nuovo, ma questa volta era puramente di piacere.
"Scopami," chiese, la voce roca. "Scopami il culo come nessuno ha mai fatto."
Marco iniziò a muoversi, lentamente all'inizio, poi sempre più forte. Ogni colpo faceva gemere Gislene, il suo
corpo che rispondeva con ondate di piacere. Le sue mani afferravano le sue chiappe, spingendole più a fondo
dentro di lei.
"Vengo," gridò Gislene improvvisamente, il suo corpo che si contraeva in un orgasmo violento. Il suo culo si
strinse intorno al cazzo di Marco, facendolo venire a sua volta, riempiendola di sborra calda.
Caddero uno accanto all'altro, sudati e esausti. Gislene si rivolse verso di lui, gli occhi lucidi. "Non sapevo... non
sapevo potesse essere così bello."
Marco la baciò dolcemente. "E questo è solo l'inizio."
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